Blog

Il Solco e il Sentiero – Rassegna Cinematografica

Organizzata in collaborazione con ARS – Associazione Ricerche Spirituali, parte la rassegna cinematografica annuale dell’Associazione Ex Allievi del liceo Vittorio Alfieri.

Tema del 2015:  “La trama nascosta è più forte di quella manifesta”.

 Le proiezioni avverrano presso il Liceo Alfieri di Corso Dante 80, Torino, alle ore 20:30 nei gironi indicati.

Martedì 20 gennaio 2015 - Il gabbiano Jonathan Livingston
 Un film di Hall Bartlett. Titolo originale Jonathan Livingston Seagull. Fantastico, durata 120′ min. – USA 1973

Dal romanzo (1970) di Richard Bach: il gabbiano Jonathan vuole volare sempre più velocemente e più in alto, anche di notte. Gli anziani del suo clan lo mettono al bando perché ha trasgredito le regole. Dopo essere stato iniziato dall’anziano Chiang alla perfezione fisica e spirituale, Jonathan torna dai suoi e, sentendosi vicino al trapasso, chiede a un discepolo di continuare la sua missione. A livello tecnico, soprattutto nella prima parte, le riprese aeree raggiungono effetti plastici straordinari nel campo del Bello di Natura; altrettanto efficaci le riprese di volo, soggettive o oggettive. Poi il misticismo di Bach diventa a volte eccessivo…

Martedì 11 febbraio 2015 - Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera

Un film di Kim Ki-Duk. Con Oh Yeong-su, Kim Ki-duk, Kim Young-min, Seo Jae-kyeong, Ha Yeo-jin, Kim Jong-ho Titolo originale Bom, yeoreum, gaeul, gyeoul, geurigo, bom. Drammatico, durata 103 min. – Corea del sud, Germania 2003

Le favole morali sono una forma di espressione ideale per il cinema orientale. Primavera, estate… è un’ulteriore conferma di come, attraverso simboli e metafore, sia possibile fare cinema con semplicità e leggerezza, senza dimenticare le emozioni.

E’ il racconto della vita che si svolge in un luogo non luogo, immerso nella natura di Taiwan. In una casa-isola su un laghetto si svolgono gli insegnamenti e le esperienze di due monaci, uno adulto e uno giovane. Le stagioni passano, e ognuna di esse è un periodo dell’esistenza, vissuta fra felicità e dramma, sotto la veglia di un’immancabile e insostituibile spiritualità.

Kim-ki-duk, dopo avere diretto L’isola, ci regala un altro “quadro” perfetto (il regista è prima di tutto un pittore) sui perché dell’ essere e sul trascorrere del tempo, che scandisce inesorabilmente le tappe della vita. Anche della nostra.

Martedì 17 marzo 2015 - L’isola

Un film di Pavel Lounguine. Con Pyotr Mamonov, Dmitry Dyuzhev, Victor Sukhorukov, Nina Usatova, Yuri Kuznetsov

Titolo originale Ostrov. Drammatico, durata 112 min. – Russia 2006

Nel corso della seconda guerra mondiale un marinaio russo spara a un proprio superiore perché minacciato dai tedeschi. Da quel momento vivrà sull’isola in cui i monaci gli hanno dato rifugio, divenendo monaco lui stesso. Nel 1976 lo troviamo isolato all’interno della comunità per il suo atteggiamento anticonvenzionale ma ricercato dal popolo che ne percepisce il particolare carisma. Un fantasma del passato gli si ripresenterà dinanzi.

Pavel Longuine fu un disturbatore della quiete cinematografica del regime sovietico quando nel 1990 portò sugli schermi la sua opera prima Taxi blues, un sasso musical-visivo gettato nello stagno di quel cinema conformista. È un disturbatore ancora oggi quando va a cercare il suo protagonista di allora e gli chiede di indossare i dimessi panni del monaco ortodosso che intende espiare le proprie colpe ma non dimentica di indicare agli altri le loro, anche quando essi fanno parte dell’establishment ecclesiastico. “Questo è semplicemente un film sul fatto che Dio esiste” afferma Longuine. Ma con questo non espone un’affermazione retrò. Compie invece un atto di accusa verso quell’occidentalizzazione della società che lui stesso auspicava come un vero rinnovamento e che invece si è rivelata come un appiattimento e una scomparsa dei valori. Se prima essi sopravvivevano nella clandestinità, oggi sono stati cancellati dal consumismo sfrenato e dall’assoluta indifferenza nei confronti dei puri di cuore. Tutto deve essere ‘consumato’ in tempi rapidi. In proposito, ancor più della cornice narrativa in cui la vicenda è inserita, valgono alcune situazioni e, in particolare, una. Quando la madre di un bambino che non può camminare si rivolge al monaco, egli le mostra che l’impossibile è possibile: il bambino cammina. Ottenuto il miracolo, la donna vuole riprendersi il figlio e ripartire per andare a lavorare. Il monaco invece esige che ella offra la disponibilità del proprio tempo per accogliere il dono che le viene elargito. In questa scena ci sembra stia il nucleo centrale del film di Longuine: la Russia postcomunista non trova più il tempo per la contemplazione e la meraviglia. Ancora una volta il regista ha centrato il bersaglio.

Martedì 14 aprile 2015 - Mare dentro

Un film di Alejandro Amenábar. Con Javier Bardem, Belen Rueda, Lola Dueñas, Mabel Rivera, Celso Bugallo. Clara Segura, Joan Dalmau, Alberto Jiménez, Tamar Novas, Francesc Garrido, Josep Maria Pou, Alberto Amarilla, Andrea Occhipinti, Federico Pérez Rey, Nicolás Fernández Luna

Titolo originale Mar adentro. Drammatico, durata 125 min.- Spagna 2004

Mar adentro passa su un tema troppo delicato e fragile per essere qui discusso: l’eutanasia, ciò cui Ramón, il protagonista del film, ambisce da 28 lunghi anni, da quel giorno maledetto in cui un tuffo mal calcolato lo ha reso tetraplegico, costretto per sempre dentro quattro mura, su una letto, tagliato fuori della sua stessa vita.Il ritorno in Spagna di Amenabar è un’opera meravigliosa dall’inizio alla fine, che si pregia di una grande prova d’attore di Javier Bardem, tra i migliori in circolazione oggi. In Mar adentro l’uomo/la storia si racconta da sé, attraverso i profumi, i colori e i suoni della vita che materializza con efficacia sublime. Amenabar scansa verbosità e moralismi sempre abusati dai film che trattano di handicap, e ci regala un gioiello che sa parlare al cuore e alla testa, capace di infondere nuova speranza che il cinema possa tornare a narrare l’uomo con toni epici. È proprio questa la banale, sconcertante, sconvolgente novità di Mar adentro: che il suo protagonista non è un tetraplegico, un “più debole”, un freak. No, Ramón Samperdo è un uomo. E scusate se è poco. Mare dentro non delude le aspettative che un titolo così evocativo genera: un film magnifico, che parla di uomini, del loro rapporto con il mondo e la natura, di Dio e della morte, e ne fa uno spettacolo grandioso. Proprio quello che è la vita. Proprio quello che è il cinema.

Martedì 20 maggio 2015 - La profezia di Celestino

Un film di Armand Mastroianni. Con Matthew Settle, Thomas Kretschmann, Sarah Wayne Callies, Annabeth Gish, Hector Elizondo. Drammatico, USA 2006

E’ anche da un evento apparentemente spiacevole che può iniziare il percorso verso la conoscenza. John il protagonista perde il lavoro e cogliere l’opportunità di fare un viaggio in Perù sulle tracce della profezia di Celestino. Cosi lasciate le certezze, John si mette in cammino; un percorso avventuroso e pieno di insidie che lo porterà ad avere le “illuminazioni” necessarie alla trasformazione della sua percezione di sè e della vita stessa. L’ingrediente comune a tutti i passi successivi è la fede. La fede che qualcosa accadrà, che le cose andranno come devono andare che abbandonando il controllo e arrendendosi consapevolmente agli eventi, si acquisisce intuito, percezione ed energia. Il contatto col divino rende possibile il passo che differenzia quello che cerca da colui che diviene consapevole che la propria guida interna ci conduce sempre correttamente.

La profezia di Celestino è la descrizione di quei passaggi necessari per espandere la propria consapevolezza e la spiritualità, la fede nel divino sono le chiavi imprescindibili per aprire definitivamente la via.

Tag: