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Furio Jesi indagatore
disincantato del mito:
un "puer doctus" sui banchi del liceo Alfieri
"...
Fra tutti, un ricordo particolare, quello di un compagno
che in prima liceo lasciò la scuola perché,
come ci disse, voleva proseguire gli studi per conto suo.
Era Furio Jesi, che tutti noi consideravamo un piccolo genio
e negli anni a venire sarebbe diventato uno studioso della
letteratura germanica e avrebbe fatto delle ricerche originalissime
sul mito e sulla cultura di destra. Allora era un ragazzo
piuttosto gracile, pallido, con un gran ciuffo di capelli
che gli ricadeva sugli occhi scuri. Nonostante l'intelligenza
precoce, era un ragazzino e come tale si comportava; ricordo
che al ginnasio era seduto nel banco dietro al mio e talvolta
ci facevamo dei dispetti molto infantili. Era già
allora un esperto conoscitore della civiltà egizia
e quando ci esponeva le sue ricerche mandava in estasi la
Protto. Negli anni dell'università lo incontrai all'ingresso
del castello di Stupinigi; aveva un bimbo piccolo sulle
spalle e seppi che si era sposato giovanissimo. Bruciò
le tappe in tutto, anche nella morte all'età di trentanove
anni. L'Associazione ex-allievi dell'Alfieri potrebbe ricordarlo
degnamente organizzando un convegno di studio in suo onore;
io lancio la proposta, chissà che qualcuno non la
raccolga…"
(Gianna Montanari, compagna di liceo all'Alfieri,
dal Bollettino n.4, settembre 2002)
Furio Jesi (Torino 1941- Genova 1980), divenuto ordinario
di Lingua e Letteratura tedesca per meriti scientifici,
dapprima presso l’Università di Palermo e poi
a Genova, e autore di una mole impressionante di saggi -
se commisurata alla brevità della sua vita - fu per
meno di tre anni geniale e precoce allievo del corso C dell’Alfieri.
La serata del 25 settembre 2003 ha costituito un’occasione
per ripensare all’eccezionale percorso, scientifico
e umano, del fine germanista, ebreo laico e appassionato
studioso di storia delle religioni, antifascista e insieme
acuto e critico interprete dell’amplissimo patrimonio
di miti e simboli che costituiscono il retroterra della
cultura di destra.
Raccogliendo l'invito della socia Gianna
Montanari, con il fondamentale contributo di Anna
Maria Strumia, l'Associazione ha organizzato per
la sera del 25 settembre 2003, nell'Aula Magna del Liceo,
un commosso incontro
con studiosi e amici di Furio Jesi per rendere omaggio
a questo genio
ribelle attraverso le parole della scrittrice Elisabetta
Chicco, compagna di scuola e amica di Jesi, di Giorgio Cusatelli,
ordinario di Lingua e Letteratura tedesca presso l’Università
di Pavia e di Giulio Schiavoni, ordinario di Lingua e Letteratura
tedesca presso l’Università del Piemonte Orientale.
Erano presenti la madre, Vanna Chirone, per qualche tempo
insegnante di Storia dell'Arte presso il Liceo Alfieri,
la moglie Marta e la figlia.
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